venerdì, 27 marzo 2015
Killing Jesus: il dietro le quinte della morte di Gesù
Arriva in TV la miniserie in due puntate sulla politica che decise la morte di Cristo


LOS ANGELES – Dimenticate il Gesù di Nazareth di Zeffirelli, dimenticate anche La Passione di Cristo di Mel Gibson o il musical Jesus Christ Superstar.

Killing Jesus è tutta un’altra storia.

Il film per la tv, trasmesso da National Geographic Channel venerdi 3,  sabato 4 e la domenica di Pasqua, alle 20.55, tratta dall’omonimo libro di Bill O’Reilly e diretta dal regista Christopher Menaul, per la prima volta in assoluto racconta le vicende che portarono alla crocifissione di Gesù di Nazareth, lasciando quest’ultimo in secondo piano.

Killing Jesus parla di politica, dei protagonisti di quella politica che condannarono il fondatore del Cristianesimo alla morte in croce.

I miracoli? Ci sono, ma restano sempre sullo sfondo, così come l’attore libanese Haaz Sleiman, che interpreta Gesù da adulto. In prima linea, invece, ci sono ben altre figure: il sommo sacerdote Caifa (Ruphus Sewell), Ponzio Pilato (l’ex vampito di True Blood Stephen Moyer), il re ebraico Antipa (Eoin Macken), guidato nelle sue decisioni dalla sanguinaria moglie Erodiade (Emmanuelle Chiriqui). E poi c’è lui, Erode Ascalonita detto il Grande, interpretato da Kelsey Grammer, un gigante del piccolo schermo (protagonista di telefilm che hanno fatto la storia della tv,  da Cin cin a Frasier), che in carriera ha vinto tre volte il Golden Globe.

Re della Giudea ai tempi della nascita di Cristo, Erode fu il monarca che, pur di eliminare quel neonato che i Magi avevano indicato come il prossimo regnante, ordinò di uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni. Killing Jesus, però, mette l’accento sul fatto che Erode fosse più che altro un ottimo uomo politico, capace di governare per ben 40 anni, un vero e proprio record.

Kelsey Grammer, cosa l’ha avvicinato al ruolo di Erode?

Mi sono sempre piaciuti i libri di Bill O’Reilly e sono un grande fan di Ridley Scott, che produce la serie. Quando ho letto la parte, ho pensato: ‘C’è qualcosa qui che non ho mai fatto prima d’ora’, e questo per me è sempre stato un ottimo criterio di scelta per un ruolo. In realtà, non avevo la benché minima idea di come interpretare Erode. Tutti se lo immaginano come un gigante molto emotivo e arrabbiato. In pochi sanno che lui era davvero ossessionato dal fatto che la gente potesse tramare contro la sua vita.



Quanto è stato difficile interpretare questa parte?

La mia paura più grande era quella di andare al di sopra delle righe. Ho cercato di interpretarlo in un modo molto lineare, era semplicemente un uomo con tante preoccupazioni. Quando si deve impersonificare il cattivo, il trucco è quello di far innamorare il pubblico del mostro. Lui era malvagio, è vero, ma bisogna inserirlo nel contesto in cui viveva e capire che solo una serie ben precisa di eventi l’avrebbe portato poi all’atroce decisione di uccidere tutti i bambini. In ogni caso, non ci si può rapportare a esso con i valori di oggi.

A quanto pare, Erode era pieno di pustole e piaghe, segno della nefasta profezia di Isaia. Come avete deciso di giocare su questi problemi fisici?

Era pieno di pustole e foruncoli, è vero, ma il nostro regista ha avuto un colpo di genio: perché non ipotizzare che non avesse nulla prima dell’incontro con Isaia? È a questo punto, infatti, che iniziano ad apparire tutti i suoi difetti cutanei. La sua paranoia poi, ci ha convinto che molto probabilmente andasse in giro sempre con un’arma a portata di mano. Quando Erode si scaglia contro Isaia, lo fa tirando fuori un urlo primordiale: ho perso la voce per un paio di giorni, ma era la cosa più giusta da fare.

Il messaggio di Gesù richiede una gran dose di fede. Qual è il suo rapporto con la religione?

Sono cristiano e credo che Gesù sia l’uomo più straordinario mai esistito. Amo il versetto della Bibbia che dice: ‘Eppure lo hai fatto poco meno degli angeli (l’uomo n.d.r.), di gloria e di onore lo hai coronato’. I suoi insegnamenti risuonano ancora oggi. Ho visto la metà dei produttori piangere, mentre giravamo. Credo sia una cosa straordinaria.

Cosa pensa del potere assoluto che Erode aveva in mano?

Shakespeare diceva: ‘Il potere assoluto corrompe assolutamente’. Non credo sia propriamente corretto, piuttosto penso che il vero problema del potere assoluto sia il fatto di credere che esso sia davvero assoluto.

Tiziano Marino

 
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