mercoledì, 1 luglio 2015

L’esercito delle 12 scimmie, non il film ma poteva andar peggio

di Redazione
Adattamento del film del '95 di Terry Gilliam, la serie è un'altra cosa
Si tratta dell'adattamento del film del 1995 diretto da Terry Gilliam , a sua volta ispirato al cortometraggio La jetée di Chris Marker (1962). Il film è proprio bello, e se -come me- non l'avete visto a suo tempo, correte a recuperarlo come ho fatto io, così vi accorgerete che “12 Monkeys” non ha conservato praticamente nulla di quello stile, e soffrite un po’ anche voi. Lo stile visivo della serie è piuttosto convenzionale e scarno, e quindi non può rappresentare quel valore aggiunto che invece Terry Gilliam era riuscito a dare al proprio film.

 

A fronte di questo accostamento 12 Monkeys non è inguardabile, ma risulta decisamente “diverso”.

La trama è modificata per non fare della serie tv la versione XXL del film, ed è fruibile a sé; tra l'altro, tanto quanto più ci si allontana dall'idea del remake vero e proprio, tanto più è possibile farsi prendere dalla curiosità per lo sviluppo del complotto di cui si narra.

 

La modifica più grande è nella gestione del concetto di viaggio nel tempo: nel film un uomo viaggia nel passato per raccogliere informazioni su un’epidemia che ha decimato la popolazione terrestre. “Raccogliere informazioni” sottintende che il passato non può essere volontariamente cambiato (se cambi il passato, non hai motivo di fare il viaggio nel tempo per cambiare il passato, e crei quindi un paradosso); la questione delle modifiche temporali è trattata in maniera più accurata rispetto al classico ma più banale “Ritorno al Futuro”, ponendo il problema dell’immodificabilità del passato e arrivando a costruire un perfetto loop spaziotemporale, per cui il supposto agente del futuro faceva in realtà parte di una storia già scritta e già avvenuta. La serie 12 Monkeys sembra invece tornare a una gestione più semplicistica: il protagonista non torna indietro per cercare informazioni, ma dichiaratamente per modificare il corso degli eventi. Per quanto la questione sia affrontata dagli autori, che ci spiegano come il personaggio “esca” dal tempo smettendo di subirne gli effetti, la soluzione del paradosso appare un po’ posticcia. Può sembrare una questione troppo specifica a fronte della richiesta di normale intrattenimento, ma è difficile pensare che i NERD di tutto il mondo (unitevi!) ai quali la serie è rivolta non si accorgano di un approccio più a rischio di paradossi a catena.

 

Inoltre, grossa delusione per un personaggio importante come quello di Jennifer Goines, versione femminile del Jeffrey Goines visto nel film e interpretato all’epoca da Brad Pitt. La buona idea di cambiargli sesso per evitare confronti improponibili non basta, e la Hampshire non si avvicina nemmeno alla alienata schizofrenia esibita dall’affascinante Brad, che fa interpretò uno dei migliori “non protagonisti” del cinema. Ancora una volta la differenza è l’impostazione di fondo: la serie rinuncia al mood visionario dei novanta minuti del film per provare a costruire qualcosa di meno sorprendente, ma con un intreccio che riesca a reggere sul lungo periodo.

 

Il cast, di livello medio per gli standard di questi prodotti, vede James Cole, interpretato da Aaron Stanford come protagonista della serie; Cassandra Railly, interpretata da Amanda Schull, brillante virologa che viene rapita da James, il quale la considera vitale per la riuscita della sua missione; Jennifer Goines, interpretata da Emily Hampshire, genio della matematica, nonché paziente di un istituto psichiatrico, che aiuta James nella sua missione; Jones, interpretata da Barbara Sukowa, brillante fisico che ha inventato la macchina del tempo usata da James; Tom Noonan, l'uomo al centro della cospirazione che vede protagonista l'organizzazione nota come "L'Esercito delle Dodici Scimmie", da lui rappresentata.

 

Insomma, se non fosse per il titolo e la pesante eredità, un prodotto di entertainment puro con cui trascorrere serate con il cervello in modalità stand by: non spento ma nemmeno del tutto acceso.

 

Prima TV USA dal16 gennaio 2015 su Rete televisiva            Syfy

Casa di produzioneUniversal Cable Productions, Atlas Entertainment

Inedita in Italia.

Hashtag #dejavumanontroppo

Voto 6

PS tutto quanto sopra scritto fa parte di QUESTA linea temporale…probabilmente in un’altra linea temporale il film è noioso, il telefilm eccezionale e io sono molto più bello del sopracitato Brad Pitt.

 

Corrado Gigliotti

Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.

gigliocorrado@twitter.com
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