lunedì, 26 ottobre 2015

Marvel’s Daredevil: al Diavolo la leggerezza…

di Corrado Gigliotti
La serie ampiamente lodata dalla critica è stata rinnovata per una seconda stagione
 

Quando un nuovo supereroe di carta prende vita sullo schermo bisogna tenere conto delle immancabili costanti: le origini, la perdita, il costume, la città, gli alleati e l’arci-nemico. Il nuovo adattamento delle avventure del diavolo di Hell’s Kitchen non fa eccezione prodotto da Marvel per la tv, ma distende ogni archetipo all’interno di una stessa lunga avventura, facendo un ulteriore passo verso l’unità narrativa tipica del film cinematografico a cui le migliori serie con trama orizzontale ci stanno abituando.

Il protagonista Matt Murdock, cieco dall’età di nove anni a causa di un incidente con agenti, sviluppa una serie di supersensi alternativi: l’handicap fisico è così neutralizzato da una sorta di radar interno, ma soprattutto l’estrema percettività degli altri sensi gli consente di comprendere il mondo che lo circonda da una prospettiva più profonda. La morte del padre, un’infanzia difficile, ma soprattutto l’incontro con un mentore di nome Stick, accrescono in lui un senso di profonda giustizia, che si sfoga di giorno nelle aule di tribunale – dove esercita come avvocato – e di notte tra le strade del corrotto quartiere di Hell’s Kitchen. È qui che delinquenti della peggior specie, tra i quali spicca il capo della cupola criminale Wilson Fisk, regnano incontrastati, ed è qui che comincia la battaglia.

La cupezza del quartiere-città, la frammistione della trama da noir con la peggior cronaca, la figura del protagonista tormentato e quasi mai del tutto vincente non ci restituiscono il classico concetto di supereroe e ci regalano una delle esperienze televisive più particolari degli ultimi anni, molto più vicino al Batman cinematografico di Nolan che a qualsiasi altra super-serie TV .

Le scene di lotta, piene di violenza e sangue, non edulcorate e spesso perfino eccessive, con pezzi di cervello che schizzano e costole staccate sono l’unico tributo obbligato al classico fumetto ma sono tollerabili grazie al sapiente mix tra dramma, action e inquadrature degli addominali scolpiti di Devil/Charlie Cox (che anche l’infermiera Rosario Dawson loda apertamente, mentre Andrea Scanzi ed io lodiamo lei ). Tutte le puntate sono caratterizzate una da notevole cura artistica che trova la sua massima espressione nel bellissimo piano-sequenza nel finale del secondo episodio, tributo ad Oldboy per gli appassionati di fumetti fin qui traditi dall’eccessivo realismo del racconto.

In una serie che ha per protagonista un uomo cieco è stata data molta importanza ai colori nella fotografia e nella costruzione degli ambienti, il rosso della sigla, il nero dei quartieri di Hell’s Kitchen, con le sue dominanti viola e verde che tagliano la notte. L’ossessione di Fisk – ottimamente interpretato dall’azzeccatissimo Vincent D'Onofrio- per il dipinto a tonalità di bianco di Vanessa e la quiete che in esso riesce a trovare, contrastano con la collezione di giacche nere tutte uguali, anch’esse “costumi” e simbolo di come il “villain” della serie altri non sia che l’altra faccia del supereroe pronto a combattere per la giustizia ma comunque al di fuori della legge. Parimenti notevoli e appropriate le interpretazioni di Elden Henson, che sfoggia il perfetto phisique du role per Foggy Nelson, e della “vampira” Deborah Ann Woll nella parte di Karen Page.

La serie ampiamente lodata dalla critica è stata rinnovata per una seconda stagione, prevista per il 2016. L’unico dubbio suscitato è che si possa mantenere in piedi il delicato equilibrio tra fumetto e “noir-quasi-d’autore” senza scadere nel noioso da una parte e nel pretenzioso dall’altra.

Lo show è prodotto dalla Marvel Television in associazione con gli ABC Studios, DeKnight Prods e Goddard Textiles , e tutti i 13 episodi della prima stagione sono stati pubblicati il 10 aprile contemporaneamente, secondo consuetudine della piattaforma Netflix

In Italia disponibile sulla stessa piattaforma da ottobre 2015.

 

 

Hashtag #questavoltacisonoancheicoperchi

Voto 7,5

 

Corrado Gigliotti

Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.

gigliocorrado@twitter.com

 
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