venerdì, 6 marzo 2015
Patricia Arquette torna in tv con CSI: Cyber
Al via il nuovo spin-off della famosa serie televisiva poliziesca.
Ancora fresca dell’Oscar per la migliore attrice protagonista Patricia Arquette passa alla tv con un nuovo spin-off della serie CSI. Ha debuttato infatti anche in Italia l’otto marzo, (e sarà trasmesso tutte le domeniche su Rai Due), CSI: Cyber, in cui il procedurale ormai in onda da 15 anni vira sulle investigazioni legate alle violazioni informatiche.

Patricia Arquette, è Avery Ryan, una cyber-psicologa che lavora all’FBI per cercare di leggere la mente e i comportamenti dei pirati informatici. Un ruolo non del tutto distante da quello che per anni aveva interpretato con la serie Medium. "La protagonista di Medium però agiva con il cuore, mentre questo ruolo è quello di una donna che lavora molto più con il cervello che con l’istinto".

Questa serie offre uno spaccato piuttosto spaventoso sul sottobosco degli hacker, ne era al corrente prima della serie?

Ora ho un’idea più chiara e sì, molto ma molto più spaventosa di cosa sta accadendo in questo mondo parallelo e virtuale che però ha un impatto serissimo sulla vita reale. Le attività criminali importanti ora sono queste, quelle che hanno a che fare con il mondo della tecnologia informatica. Abbiamo portato computer e internet nelle nostre case e questi sono diventati porte aperte per i criminali. Quello che sono capaci di fare gli hacker è davvero terrificante e ti viene voglia di tagliarti fuori, spegnere internet, dare ai tuoi bambini un foglio e una matita, buttare il cellulare e recuperare il cerca-persone nel cassetto.

Nei mesi scorsi la cronaca ha riportato il caso della violazione informatica ai danni della Sony e prima ancora quello della pubblicazione delle foto senza veli di alcune sue colleghe.

Il punto è che si è parlato più delle conseguenze di quelle violazioni - le email private con contenuti offensivi o pruriginosi, le foto sexy - che non delle violazioni stesse, del fatto che ci siano persone che sono i grado di prendere in mano la nostra vita accedendo al nostro computer. Il fatto è che il pubblico ha un rapporto di odio-amore con le celebrità, le ammirano ma vorrebbero anche vederle cadere. E’ anche per questo che i media hanno dato più risalto ai contenuti delle violazioni che al crimine stesso.

Quello di CSI Cyber è un approccio completamente diverso al poliziesco. Niente più pistole e sparatorie.

Vero. È strano perché per 50 anni veramente poco è cambiato nel mondo delle serie poliziesche, e ora invece le investigazioni per i grandi crimini si fanno al computer.

Sua mamma era una psicologa. L’ha aiutata questo fattore per interpretare questo suo personaggio?

Il mestiere di mia madre mi ha aiutato moltissimo non solo per questo ruolo ma, in generale, per tutti i ruoli della mia professione di attrice. Sono cresciuta sapendo tutto dei narcisisti, dei passivi-aggressivi, dei comportamenti devianti. Conoscere la psiche umana è un ottimo punto di partenza per ogni interpretazione.

Agli Oscar ha mostrato il suo impegno sociale parlando delle donne e della necessità di un eguale trattamento economico fra sessi.

La verità è che la tua paga non solo dipende dal tuo genere, ma anche dall’età che hai e una donna di una certa età non solo ha difficoltà a trovare lavoro ma, se lo trova, non è retribuita adeguatamente. Tempo fa un magistrato della corte di giustizia disse durante un discorso all’università, che le donne non hanno uguali diritti perché la Carta Costituzionale non fu redatta anche per le donne. È ora che venga riscritta allora. E che l’America combatta per i diritti delle donne nel mondo e tratti le sue donne come una sottocategoria, è profondamente ingiusto.

Lei è sempre stata molto attiva nel sociale. Ha raccontato che persino mattina degli Oscar, invece che farsi la manicure, si è occupata del sito GiveLove.org

È un sito che si occupa della ricostruzione dopo il terribile terremoto di Haiti del 2010. Il fatto è che sono cresciuta con questa mentalità. Nella mia vita non ho mai pensato ad ottenere un Oscar, ma ho sempre pensato che avrei aiutato gli altri, l'ho fatto in passato, lo farò in futuro.

Ultime in La tv che verrà
News correlate