giovedì, 29 gennaio 2015

Star Trek: “Divertente, ma non andrà oltre la prima stagione”

di Corrado Gigliotti
Una divertente recensione sul telefilm più popolare di tutti i tempi.

Ecco la recensione che avrei scritto nel 1966 - da spettatore accorto quale sono- dopo aver visto il pilot della prima serie di Star Trek, un telefilm (allora si chiamavano così) tra quelli che amo di più.
Divertente, ma non andrà oltre la prima stagione
"Spazio, ultima frontiera. Ecco i viaggi dell'astronave Enterprise diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima". Con queste roboanti parole, pronunciate dal capitano James T. Kirk si apre la nuova serie fantascientifica in onda da poche settimane su NBC ambientata nell'anno 2254. Star Trek è ideata da Gene Roddenberry , sceneggiatore di esiguo successo, e narra le avventure della nave stellare federale USS Enterprise e del suo equipaggio, nella sua missione quinquennale di esplorazione nel cosmo "fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima", un evidente tributo alla serie western Wagon Trains (questa sì, una serie destinata ad essere paradigmatica nella storia della TV).

L'universo immaginario di Star Trek è parte di un futuro di cui già si intravedono le basi nella nostra epoca di tumultuoso sviluppo, in cui l'umanità ha raggiunto le stelle – d’altronde numerosi gossip provenienti dalla Casa Bianca danno per certa la conquista della Luna tra 2/3 anni, si sa la realtà supera spesso la fantasia!- unendosi con altre specie a formare una Federazione dei Pianeti Uniti e risolvendo tutti i maggiori problemi che assillano il pianeta - fame, discriminazioni etniche, divisioni ideologiche e guerra fredda.



L'avanzato sviluppo tecnologico rende omaggio alla fervida immaginazione degli autori: il comunicatore a foggia di telefono che permette di rimanere in contatto dal pianeta esplorato di turno con la nave è evidentemente improbabile senza un’apposita cablatura; i viaggi interstellari al contrario sono resi possibili mediante la ‘propulsione a curvatura’, unica metafora realistica, che evidentemente si riferisce a quell’energia nucleare che renderà a breve pulito e autosufficiente dal punto di vista energetico il nostro pianeta. I pannelli dei parametri vitali sui letti dell'infermeria ed altri vari dispositivi elettronici invece sono cose su cui con condiscendenza applichiamo la sospensione dell’incredulità, per goderci al meglio la trama del racconto.

Protagonisti della serie, uniti da un forte legame di rispetto e amicizia, il capitano dell'Enterprise James T. Kirk (William Shatner), coadiuvato dall'ufficiale scientifico Spock (Leonard Nimoy), un extraterrestre proveniente dal pianeta Vulcano con un ridicolo aspetto da elfo –probabilmente il personaggio più debole della serie-, e dal resto del multietnico personale. Si noti come un giapponese, una donna di origine africana, diversi americani, uno scozzese, un alieno ed un russo si trovino a lavorare insieme nello stesso equipaggio senza che mai venga citata nè la questione cruciale della scarsa reattività del sesso femminile nei momenti di maggior stress (battaglie ecc..) né il caos che deriverebbe dall’organizzazione gerarchica di stampo comunista che alcuni personaggi potrebbero pretendere viste le loro origini.

In sostanza una favoletta senza troppe pretese di approfondimento che difficilmente avrà ulteriori possibilità di sviluppo.

 

cancellettodellasintesi: #questarobanondurerà
voto: 6-

 

Corrado Gigliotti
Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.
gigliocorrado@twitter.com
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