giovedì, 21 gennaio 2016

The Blacklist: la seconda stagione aviccina Red e Liz

di Francesca Scorcucchi
James Spader: "Quello che mi piace della serie è che è davvero molto imprevedibile".

Con 12 milioni di spettatori negli Stati Uniti The Blacklist, può essere considerata a buon diritto una “serie fenomeno”, di grande successo in una realtà, quella di oggi, caratterizzata da grande frammentazione dell’offerta televisiva.

The Blacklist, che mescola intelligence, spionaggio e thriller, è giunta alla sua terza stagione. In Italia è arrivata su Fox Crime (canale 116 di Sky), ogni venerdì alle 21, con la seconda stagione in onda da venerdì 15 su Rai Due.

Creata da Jon Bokenkamp, racconta della strana collaborazione fra un pericoloso criminale, Raymond “Red” Reddington, e la giovane agente dell’FBI Elisabeth Keen.  La prima stagione si era aperta con Red che interrompe la decennale latitanza e decide di collaborare con l’FBI, li aiuterà a scovare i peggiori criminali internazionali con i quali ha avuto a che fare nel corso della sua carriera. In cambio Red chiede l’immunità e vuole “solo” la giovane Liz al suo fianco. Il motivo non è noto a nessuno, neanche alla ragazza. Ora, con il proseguire della storia e degli episodi si assisterà a grandi cambiamenti nella vita dei protagonisti, il confine netto fra guardie e ladri si confonderà e Liz e Red si ritroveranno dalla stessa parte della barricata.

A interpretare Raymond è un volto noto del grande e piccolo schermo: James Spader, che negli anni Ottanta e Novanta raggiunse il successo con film come Cattive compagnie e Crash e che poi collaborò con Steven Soderberg in Sesso bugie e videotapes e interpretò il boss sadico e perverso di Secretary di Steven Shainberg. Più recentemente è stato protagonista delle serie tv The Practice e Boston Legal.

Al fianco di Spader c'è Megan Boone nei panni della profiler Liz. “Quello che mi piace di più di questa serie è che è davvero molto imprevedibile. – spiega Spader - Mille sentieri può ancora prendere la storia e questo, per una serie televisiva è molto stimolante”.



Anche il rapporto fra i due protagonisti, mai spiegato sino in fondo, si evolverà. Anche se Spader giura di non potere dire molto a proposito: “Vi basti sapere che Liz ora entra nel mondo di Red. E’ stimolante esplorare il lato oscuro di entrambi i protagonisti”.

Per il pubblico è piuttosto facile notare le assonanze fra i temi di Blacklist e le reali paure di oggi. Il tema del “grande fratello” sopra le nostre teste è presente, anche se James Spader spiega che la volontà di rispecchiare il mondo di oggi non è del tutto frutto di un ragionamento razionale e di un fine prestabilito:

Credo che quello che sta succedendo oggi nel mondo sia senz’altro di una qualche influenza nei confronti della nostra serie ma rispecchiare il mondo reale non è il nostro principale obiettivo. Ad un livello più generale, e nella mia personale opinione, credo che quello che sta succedendo oggi nel mondo dipenda da un fatto storico avvenuto molto tempo fa: l’invenzione della televisione. Con la televisione fenomeni come il terrorismo si sono di molto amplificati. Per seminare terrore hai bisogno di un mezzo che mostri gli effetti delle tue azioni in luoghi molto diversi, la televisione è stata questo mezzo”.



Ma la televisione ha anche meriti ben più ricreativi ed è lo stesso Spader a commentare il ruolo artistico e di qualità che il piccolo schermo sta ritagliandosi: “Io amo diversificare la mia attività, cinema, teatro, televisione, ma certo è vero che stiamo vivendo un’età dell’oro del piccolo schermo. Il numero e la qualità delle serie tv sta crescendo rapidamente e per noi attori è fantastico. E’ bello poter esplorare così profondamente un personaggio. Al cinema non si ha mai il tempo di farlo”.

 
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