giovedì, 11 febbraio 2016

You and Me: una serie da fine del mondo

di Corrado Gigliotti
Una commedia sulla fine del mondo tra il drama catastrofico e l'umorismo britannico.

(KIKA) - HOLLYWOOD - Cosa dire della serie più originale del 2015? Sempre in bilico tra il colpo di genio e la soluzione eccessiva fino all'ultima puntata, pur mantenendosi sul filo del rasoio si butta tutte le volte che occorre con deciso colpo di reni dalla parte ‘giusta’.

La commistione della produzione anglo-americana si riflette perfettamente in una commedia che passa dai toni del drama catastrofico all'umorismo surreale britannico, senza per questo spezzare in due l'integrità artistica dello show. In particolare quando la trama vira verso la farsa, ecco una sequenza a ricordarci che - signori - si sta parlando della Fine-del-Mondo, un po' di serietà. D'altro canto solo il distacco tipicamente british di alcuni personaggi giustifica la capacità di fronteggiare situazioni obiettivamente delicate (la già citata Fine-del-Mondo non capita spesso) senza farsi prendere dal panico.

L'equilibrio della trama è complesso perché la narrazione si svolge tutta in flashback, e lo spettatore sa dall’inizio che nell'ultima puntata una cometa di hollywoodiana memoria impatterà il nostro pianeta. Da qui prende le mosse la storia di Jamie Winton, tranquillo bancario di un paesino inglese che vive nel ricordo della sua amata sposa scomparsa. Che ci fa il tranquillo e anonimo bancario nel bunker che dovrebbe preservare gli ultimi germogli dell'umanità? Se lo chiede lui stesso durante la sigla del telefilm, quindi ad ogni puntata, e il come e il perché sono l'oggetto della narrazione.



Nel lungo flashback che arriva fino all'ultimo minuto dell’ultima puntata, assistiamo a come la notizia della fine del mondo sconvolga il pianeta terra, i suoi sviluppi tra ONU e Casa Bianca, in un cross over con le vicende private del protagonista che a un certo punto si rivela Doppio, ma visto che tra le altre cose potrebbe pure essere il nuovo Messia niente ci fa escludere che sia anche Trino. Nessun ‘endorsement’ religioso comunque, visto che quando la situazione comincia a sfuggire decisamente di mano alle autorità, la Santa Romana Chiesa viene rappresentata in maniera piuttosto esplicita pronta a trovare una "soluzione" qualsiasi ad ogni costo.

Durante questo plot narrativo compaiono Gaia Scodellaro, attice italiana che rappresenta una suora italiana di prorompente bellezza, e Rob Lowe  che interpreta Padre Jude Sutton, prete dai modi inconsueti ma dai principi squadrati quanto la sua mascella. Bravissimo il protagonista Mathew Baynton nel doppio ruolo di gemello buono/gemello cattivo, ma si sa che questo genere di prove esaltano spesso gli attori; da sottolineare l’esibizione di assoluto livello del resto del cast, con tutti i personaggi ben caratterizzati e interpretati.



Ma il vero problema della produzione probabilmente è come dare un seguito ad uno show dagli ottimi numeri, ma che nasce e si sviluppa come avventura e commedia "sugli ultimi giorni prima della fine del mondo come lo conosciamo" nel mondo che conosciamo. E' chiaro che un'ambientazione postapocalittica ne farebbe un altro tipo di serie, percui....non ci resta che affidarci al Messia, o agli sceneggiatori di telefilm, che poi è lo stesso

51% divertimento surreale, 49% catastrofic-movie hollywoodiano, 10% misteri religiosi e dell'Universo, + tanta bella analisi della società moderna alle prese con l'estinzione (metafora!metafora!) per un totale di 110% interamente meritato.

Original network   Sky 1 (United Kingdom) - NBC (United States)

First shown in United Kingdom 30 September 2015 Sky 1

Production company(s): Working Title Films - BigBalls Films

#_I_Believe_In_suor_Celine voto 8

 

 

Corrado Gigliotti

Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.

gigliocorrado@twitter.com

 
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