Cronaca
mercoledì, 2 novembre 2016

Madri che hanno ucciso i propri figli: 5 casi italiani

di Matteo Ghidoni
Veronica Panarello è solo l?ultima di una linga serie
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(KIKA) - LOS ANGELES - Il 17 ottobre 2106 Veronica Panarello, madre accusata dell’omicidio di suo figlio, il piccolo Loris Stival, è stata condannata a 30 anni di carcere. La donna è stata ritenuta responsabile dell'assassinio del bambino di otto anni. In un ultimo tentativo, gli avvocati della difesa  hanno cercato di dimostrare che non abbia agito da sola, ma il giudice non ha accettato la tesi, disponendo, oltre alla condanna per la la Panarello, dei risarcimenti al coniuge e all'altro figlio della coppia.

 Purtroppo quella non è stata la prima volta in cui una madre, agli occhi di tutti attenta e amorevole ha ucciso un figlio. Uno dei casi più eclatanti è sicuramente stato quello avvenuto il 30 gennaio 2002, in una villetta di Montroz a Cogne. In molti ricorderanno della morte del piccolo Samuele Lorenzi, di 3 anni e 2 mesi,  figlio di Annamaria Franzoni. I soccorsi, chiamati dalla madre, lo trovarono agonizzante con gravissime ferite alla testa. Samuele sarebbe morto poco dopo, mentre veniva trasportato in ospedale. La Franzoni non ha mai ammesso quell’omicidio, ma la Corte Cassazione, di parere opposto, ha confermato per lei una condanna a 16 anni di carcere. La Franzoni, commenta la Cassazione nella sentenza, uccise con “razionale lucidità”.

Fra le tante vicende tristemente simili, c’è la storia di Daniela Falcone, condannata, con rito abbreviato, a 16 anni di reclusione per aver ucciso con un coltello da cucina e con delle forbici il figlio undicenne Carmine De Santis, il primo marzo del 2014 in una zona di campagna tra Cosenza e Paola.

Oppure la vicenda che vede coinvolta Laura Pettenello,  commercialista romana di 48 anni, che il 9 agosto del 2011 uccise il figlio Federico Cassinis di 16 mesi annegandolo nel mare della Feniglia a Orbetello, durante una gita con il pedalò. “Non riuscivo ad amarlo” avrebbe dichiarato la donna davanti al giudice che l’ha assolta perchè giudicata incapace di intendere e di volere all’epoca dei fatti, perchè affetta da una sindrome “ossessivo-compulsiva post parto”. 

5 STORIE IN UN VIDEO

 

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