Cronaca Italiana
venerdì, 27 Giugno 2014

Giudice Priore: “La verità? Nei documenti”

di Redazione
Parla il giudice istruttore che per 15 anni ha condotto le indagini su Ustica.
Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti” Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti” Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti” Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti” Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti” Rosario Priore - Roma - 28-05-2014 - Giudice Priore: “La verità? Nei documenti”
di Chiara Bruschi e Massimo Rosi

ROMA - ESCLUSIVO - “Missile? No, io non l’ho detto. Mi sono fermato dove ho detto che solo due potevano essere sospettati: americani o francesi. Abbiamo ripescato quasi tutto. Tracce di missile non si sono trovate”.

Dal 1999 a oggi, anno in cui ha depositato la sentenza ordinanza con cui ha concluso l’inchiesta di Ustica, il giudice Rosario Priore ha un chiodo fisso: “Andate a vedere gli archivi dei paesi orientali, della Germania dell’Est. Sapevano tutto delle nostre stragi e sono sicuro che c’è tutta la nostra storia. Tutte le verità sulle nostre stragi sono lì. Ustica e Moro compresi”.

Le indagini sono durate 15 anni e si sono concluse descrivendo sul Tirreno uno scenario di guerra in tempo di pace, ma non individuando alcun colpevole e lasciando una scia di morti sospette. Molte delle vittime erano state convocate proprio dal giudice Priore.

"Se la mettete così, sembra quasi che porti sfortuna. Non chiamerò più nessuno a deporre. Vi sei mai posti il problema che un aereo può cadere anche per altre ragioni? Segni del missile non si vedono. Non si sono trovati resti di esplosione militare. Possibile che qualcuno abbia dato una botta d’ala e causato una quasi collisione?  Al momento propendo per questa teoria. Tutto accade in un attimo. Se qualcuno gli avesse dato una botta, nessuno se ne sarebbe accorto".

E i passeggeri?

"Quelli su cui è stato possibile fare autopsia, erano tutti morti per la depressurizzazione. Avevano i timpani estroflessi. A Ustica anche i cadaveri non parlano".

Dove si può cercare la verità sulla strage di Ustica senza incorrere in altri depistaggi?

Ritengo ci sia ancora molto da leggere nei dati radar e negli oggetti. Bisogna leggere i dati radar che sono molto difficili da comprendere. Abbiamo fatto un lavoro di interpretazione dei radar difficilissimo: avevamo serie di chiavi di lettura coperta dal massimo dei segreti. Quello Nato. Ci vollero mesi per arrivare alle desecretazioni".

E per quanto riguarda gli oggetti?

"Ci sono serbatoi trovati che non sono stati attribuiti, una serie di salvagenti recuperati ma poi spariti, cose che potrebbero dirci qualcosa ma anche essere inutili. Il serbatoio di sicurezza, il casco del pilota, il cappelletto...".

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