Cinema e TV
giovedì, 19 Febbraio 2015

Oscar: ecco i momenti indimenticabili

di Simona Foti
Dall'Oscar postumo a Heath Ledger al capitombolo di Jennifer Lawrence. E Benigni...
LOS ANGELES - Gli Oscar si avvicinano e oltre a domandarsi chi tra i candidati vincerà l'ambita statuetta, o meglio le ambite statuette, gli spettatori in sala e dal piccolo schermo si chiedono anche cosa succederà sul palco. Perché durante i discorsi di ringraziamento e le presentazioni, può succedere davvero di tutto.

Come nel 2000, quando Angelina Jolie vinse l'Oscar per Ragazze interrotte e dichiarò in diretta di essere "sotto shock" e di amare "così tanto in questo momento" il fratello James Haven, che addirittura baciò. Angelina ancora protagonista, con Brad Pitt, alla cerimonia del 2009, quando sul palco c'era Jennifer Aniston e tutti si chiesero se in caso di incontro ravvicinato ci sarebbe stata la terza guerra mondiale, e nel 2012, quando però a farla da padrone fu soprattutto la sua gamba, che fece capollno dall'abito nero.

Indimenticabili molti discorsi di ringraziamento: James Cameron, vincitore per Titanic nel 1998, che gridò sul palco "Sono il re del mondo" come il protagonista del suo film, Jack Dawson/Leonardo DiCaprio, o Julia Roberts, vincitrice per Erin Brockovich nel 2001, la quale rimproverò il direttore d'orchestra, che aveva il compito di "tagliare" i discorsi troppo lunghi, dicendogli di evitarlo perché "potrebbe non succedermi più", di essere sul palco a ritirare il premio. Un discorso bagnato di lacrime quello di Gwyneth Paltrow nel 1999, quando vinse l'Oscar per Shakespeare in Love, anche se i più ricorderanno il raffinato abito rosa di Ralph Lauren che indossava. Molto diverso dalle piume e dal collo (e testa) di cigno sfoggiati da Bjork nel 2001.

Euforico e commovente il discorso di ringraziamento di Roberto Benigni per La Vita è bella, uno dei pochi italiani ad aver vinto l'Oscar per l'interpretazione e non per miglior film in lingua originale: tra loro, anche Anna Magnani, premiata per La Rosa Tatuata.

Tra i tanti che ringraziano, c'è anche chi il premio non si dà la pena di andarlo a ritirare: come Marlon Brando, vincitore nel 1973 per Il Padrino, che mandò una giovane nativa americana in polemica con chi i nativi americani aveva costretto nelle riserve, o come Eminem nel 1993, quando non pensando di vincere per la canzone Lose Yourself non si presentò alla cerimonia, lasciando a ritirare il premio il produttore Luis Resto.

Il momento storico? Nel 2002, quando Denzel Washington e Halle Berry si aggiudicano le statuette come miglior attore e miglior attrice protagonista, la prima volta insieme per due attori di colore. Il più commovente? L'Oscar come miglior attore non protagonista andato postumo a Heath Ledger per la sua interpretazione di Joker in The Dark Knight. Il più buffo? Il capitombolo di Jennifer Lawrence che si avviava a ritirare la statuetta come miglior attrice protagonista per Il lato positivo nel 2013. Il più simbolico? Il selfie all-star di Ellen DeGeneres, che ha fatto il giro del mondo!

Ultime in Cinema e TV
News correlate