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lunedì, 29 Febbraio 2016

Oscar 2016: è l’anno del politicamente impegnato

di Redazione
Dal razzismo alla violenza sulle donne, all'ambiente, ai diritti degli omosessuali.


LOS ANGELES - Sono stati gli Oscar di DiCaprio, Inarritu, Morricone, Brie Larson, Spotlight, Mad Max, ma soprattutto quelli che si sono appena conclusi sono stati gli Oscar del politicamente impegnato, e corretto.

Si va dal razzismo, alla violenza sulle donne e sui bambini e dai diritti della comunità omosessuale, al riscaldamento globale della Terra.

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Sul razzismo, visto che tra i venti nominati nelle categorie dedicate agli attori non ce n'era nemmeno uno afroamericano, non è stata una sorpresa. Chris Rock, conduttore della serata, non ci è andato con i guanti di velluto: "L'Academy non c'entra nulla. L'Academy riflette quello che è l'industria del cinema, e se agli attori di colore non vengono date le stesse opportunità non è certo responsabilità dell'Academy. Noi questo vorremmo: uguali opportunità. Come a Leo, ad esempio, che ogni anno gli fanno fare un filmone".

Un tema forte della serata è stato quella della violenza sessuale e dei sopravvissuti alle violenze sessuali. La vittoria della statuetta di migliore film di Spotlight, infatti la storia dei giornalisti che hanno dato il via allo scandalo della  pedofilia nella Chiesa Cattolica, partendo da Boston, e l'esibizione di Lady Gaga, data per vincitrice per la migliore canzone, sempre sulla violenza sulle donne, Til it Happens to You, ma tornata a casa a mani vuote, non potevano passare inosservate.

Il premio Oscar Ennio Morricone ha chiesto a tutti di prendere un impegno e di promettere di non fare finta di nulla e intervenire quando si ha notizia di una violenza e alle stesse vittime, che spesso si pensano colpevoli, ha chiesto di non vergognarsi e di non ritenersi mai responsabili per le violenze subite.

Poteva mancare in tempi di grandi dibattiti a livello mondiale, la questione dei diritti della comunità omossessuale?

Certo che no, visto che Hollywood storicamente non ha pregiudizi in quel senso e che oggi è stato premiato un omosessuale dichiarato. Sam Smith, autore della canzone Writing's on the Wall, tema portante dell'ultimo film di 007, Spectre, nel suo discorso di ringraziamento ha affrontato l'argomento "Ho letto un'intervista a Sir Ian Mc Kellen, dove diceva che nessun gay, dichiarato, ha mai vinto un Oscar e allora se io sono il primo voglio dedicarlo a tutte le comunità LGBT al mondo. E sono qui in piedi, questa sera, da gay e orgoglioso di esserlo. Spero che un giorno potremmo tutti essere considerati normali, uguali.  In verità Smith non è stato il primo ed è stato preceduto da Dustin Lance Black (MIlk), Bill Condon (Gods and Monsters) e Alan Ball (American Beauty), oltre ad altri tre musicisti, Melissa Etheridge, Elton John e Stephen Sondheim.

E infine, visto che DiCaprio è un attivista ambientalista della prima ora e ha vinto il suo primo e agognato Oscar, nel lungo discorso di ringraziamento ha toccato il tema dell'ecologia e del riscaldamento globale: "The Revenant è una storia sul rapporto tra l'uomo e la natura e voglio dirvi che il cambiamento climatico è reale è sta accadendo ora.  Il global warming è il problema più urgente che l'umanità deve affrontare.  Anche noi, per trovare la neve e il freddo per The Revenant, nell'anno più caldo mai registrato, siamo dovuti andare a girare a latitudini incredibili. Dobbiamo dare il nostro supporto ai leader mondiali che parlano nel nostro interesse e non in quello della loro avidità. Non diamo per scontata questa Terra, come io non do per scontato questo premio".

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