Gossip
lunedì, 12 dicembre 2016

Tutto quello che non sai sul gioco d’azzardo

di Alessandro Cona
La mania del gioco online si è molto diffusa negli ultimi anni con molte conseguenze.
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Gioco online: quanto ci guadagna lo stato

La mania delle lotterie e dei giochi online, anche grazie all'offerta gratuita di crediti extra – si veda, per esempio il codice promozionale Snai - si è molto diffusa negli ultimi anni con conseguenze di carattere economico, politico e sociologico. I dati statistici rilevano un incremento delle giocate di pari passo con l'incremento della crisi, che ha colpito il nostro Paese. Questo dato viene tradotto dagli esperti del settore come una richiesta d'aiuto inconscia che spinge ad investire denaro, con la speranza di avere la fortuna favorevole. Il tema è caldo e la questione su cui riflettere è molto più seria dell'aspetto ludico, poiché interessa argomenti di natura psicologica, economica e finanziaria.

Gioco online: aspetto fiscale ed economico
Gioco online: quanto ci guadagna lo Stato? Lo Stato trattiene una percentuale variabile sulle scommesse e sui giochi online, di ammontare rilevante rispetto alla spesa sostenuta. Il margine di guadagno è cospicuo, così se la promette agli italiani la riduzione delle tasse, lo Stato compensa le minori entrate trattenendo il 47,3% dalla spesa in giochi.

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha osservato un crescente aumento delle quote investite in giochi online, per i quali la dimora abituale diventa una sala da gioco. Il dato sconcertante è l'aumento del montepremi e della pubblicità delle emittenti televisive, che invitano a giocare anche se la probabilità di vincita è bassa. L'Italia è fortemente legata alla tradizione del gioco in occasione delle feste natalizie: la lotteria Italia è un evento storico pubblicizzato dalla televisione di Stato.

Mediante una panoramica di tutti i giochi, i dati del 2015 evidenziano che il reddito guadagnato grazie all'azzardo online si è aggirato intorno agli 88 milioni di euro. In merito alla tassazione è cambiata la base imponibile, in quanto si tassa il margine tra quanto puntato e quanto restituito in termini di vincita, con tassazioni che passano dal 13 al 60% per le videolotterie. Gli Europei di calcio hanno coinvolto milioni di scommettitori, con un aumento del ricavo del 4,5% ogni anno, anche se i giochi online sono in testa con guadagni che si aggirano intorno ai 10 miliardi l'anno.

Controlli sui giochi: aspetto psicologico e politico
La facilità della vincita rappresenta il cavallo di battaglia su cui si fa leva per influenzare la psicologia del giocatore. Circa ottocentomila italiani sono vittime del gioco compulsivo su cui sono nati vivaci dibattiti tra Chiesa, associazioni di categoria e psicoterapeuti.

Ovviamente lo Stato non vuole mollare, dato che si tratta di un giro d'affari dai guadagni esorbitanti. Il mercato della ludopatia conteso da molti industriali, appartiene solo al monopolio dello Stato che punta soprattutto sulle lotterie istantanee, verso cui gli italiani mostrano maggiore propensione, trascurando l'irrisoria possibilità di vincita. La delega fiscale data dal governo al Ministro dell'Economia, prevede un riordino della disciplina del gioco pubblico.

È previsto un inasprimento dei controlli sui minori attraverso un divieto di promozione nei loro confronti, una riduzione del numero delle slot concesse solo ai locali autorizzati e un aumento di tasse sulle vincite, che dovrebbe fungere da deterrente per combattere il fenomeno. E' doveroso un maggior controllo statale in Regioni come la Lombardia ed il Lazio che investono il 30% sul totale nazionale in giochi online. Il decreto attuativo punta sul conseguimento di un miglioramento della salute pubblica, evidenziando una necessità di regolamentazione anche a scapito delle entrate erariali. Nonostante tutto, i giochi del web hanno avuto un enorme incremento, in particolare l'azzardo online consente di giocare facilmente accedendo ad una sala da gioco virtuale, attraverso password e carta di credito.

Il sottile confine tra buon senso e gioco: aspetto sociologico
Molte azioni di governo volte alla lotta contro la dipendenza patologica dal fenomeno fanno attrito con il lancio di nuove lotterie online.

Il buon senso dei cittadini è messo a dura prova di fronte alle tanto pubblicizzate vincite facili, nonostante i richiami di alcuni giornali nazionali che evidenziano quanto esigue siano spesso le vincite rispetto al costo del biglietto. Le scommesse sportive rappresentano un'altra fetta consistente del guadagno dello Stato, il cui importo supera l'introito derivante dalla vendita di alcool e tabacchi.

Emerge però un calo sulle perdite in scommesse da parte degli italiani negli ultimi anni. In generale, si scommette di meno, ma si è avuto un aumento delle vincite da scommessa, essendo puntate da abili professionisti. Si tratta di cifre esorbitanti, un introito a cui lo Stato non vuole rinunciare e che gestisce puntando sulla fragilità della società, incline alla speranza di una vincita. Non trascurabile è l'aspetto sociologico: una società malata basa le sue certezze sull'incertezza del gioco e produce gente frustrata. Le conseguenze sono disastrose, considerato il numero di omicidio e suicidi in costante crescita. Ogni strumento sia esso un gioco sia esso la tecnologia porta a conseguenze nefaste, se non è ben gestito.

Dovrebbero essere imposti ferrei limiti, impedendo ad ogni giocatore di puntare al di sopra di una soglia massima. Questa non è un'utopia in un mercato 2.0: basterebbe identificare il giocatore con un codice di accesso ed invalidare le giocate quando viene superato il tetto massimo della disponibilità concordata. In questo modo si incrementerebbe il gioco, non quello patologico ma il gioco sano e competitivo, in cui ogni cittadino che ama sfidare la fortuna si sentirebbe garantito e controllato nella sua incolumità psico-fisica.
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