Cronaca estera
New York - sabato, 30 Maggio 2020
George Floyd: New York in fiamme, arrestato anche un fotografo
Manhattan, lotta senza quartiere tra rivoltosi e forze dell'ordine. Ci rimettono i media!
George Floyd, Rivolta, Protesta Omicidio George Floyd - New York - 31-05-2020 - George Floyd: New York in fiamme, arrestato anche un fotografo

(KIKA) - NEW YORK - Decine di agenti feriti, un morto nel Kentucky, oltre quattro mila arresti e la Casa Bianca sotto assedio: l’America è ormai territorio di guerra a causa delle rivolte organizzate in ogni città per protestare contro l’omicidio di George Floyd.

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Le manifestazioni pacifiche favoriscono le incursioni delle frange di violenti, che saccheggiano negozi e appiccano incendi in ogni dove. Il presidente Donald Trump, insieme alla moglie Melania, è stato obbligato a rifugiarsi nel bunker della White House per evitare il peggio. Il lavoro di reportage degli addetti ai lavoro del mondo dei media è complicatissimo, il 33enne fotografo inglese Adam Gray è stato arrestato senza nessun motivo apparente. Bloccato da più agenti e ammanettato, il reporter è stato trasportato in carcere a bordo di un mezzo delle forze dell’ordine.

Una guerriglia che trova nell’icona Michael Jordan uno sponsor d’eccezione, per quanto l’ex Chicago Bulls abbia tentato di condannare le azioni dei facinorosi: “Mi sento molto triste ma anche decisamente arrabbiato, e sono con coloro che stanno protestando contro il razzismo insensato che c'è nel nostro Paese nei confronti della gente di colore. Ora ne abbiamo abbastanza”, l’esordio su Twitter dell’ex fuoriclasse del basket statunitense.

 

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Non ho risposte da dare ma le nostre voci - conclude Jordan, che riserva anche una stoccata all'amministrazione Trump - tutte insieme, sono forti e non si lasciano dividere. Dobbiamo usare il nostro voto per provocare il cambiamento del sistema. Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione e non voltare mai le spalle di fronte alla violenza senza senso. Ognuno di noi deve essere parte della soluzione e lavorare per assicurare giustizia. Il mio cuore è con la famiglia di George e con tutti gli altri che hanno perso la vita per atti di razzismo brutali e senza senso”.

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