Cinema
Venezia - giovedì, 6 Settembre 2018
Venezia 75: urla "vergognati puttana", l'aizzatore si scusa
Gli insulti erano diretti a Jennifer Ken e The Nightingale. Il mea culpa su Facebook.
Sharif Meghdoud - Lido di Venezia - 22-07-2019 - Venezia 75: urla

(KIKA) - VENEZIA - "Vergognati puttana fai schifo", l'urlo in sala al termine della proiezione del film The Nightingale di Jennifer Ken è stato udito nitidamente dai presenti alla presentazione dell'unico film firmato da una donna durante la 76esima Mostra del Cinema di Venezia. In rete è scattata immediata la caccia al colpevole, che però non è durata molto, visto che l'aizzatore,Sharif Meghdoud, si è presto rivelato.

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"Ci metto la faccia e mi prendo la responsabilità. Sono stato io l'uomo che ieri sera, alla proiezione stampa di "The Nightingale" di Jennifer Kent, ha gridato un insulto deplorevole alla regista una volta apparso il suo nome. Per evitare alla base qualunque tipo di speculazione su cosa abbia detto lo ripeto qua "Vergognati put***a fai schifo". Un rigurgito uscito da una bocca che non pensava ne a quello che diceva ne alle relative conseguenze. Di base non sono contrario ai fischi e insulti alle fine delle proiezioni ai festival, ma il mio gesto di ieri sera è da condannare per la sua natura estremamente esplicita e offensiva. Vorrei innanzitutto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dal mio gesto, alla regista Jennifer Kent alla quale auguro una splendida carriera e alla Biennale di Venezia e i direttori Paolo Baratta e Alberto Barbera per la brutta figura che ho fatto fare a livello internazionale. Ci tengo a specificare che il mio gesto identifica me e soltanto me come cafone, e non l'intero apparato giornalistico italiano che si trova attaccato da tutto il mondo nelle ultime ore. Il gesto di uno non dovrebbe rappresentare una collettività ma un'anomalia che garantisco non si ripeterà più. Ovviamente non penso e non ho mai pensato le cose che ho detto. L'insulto viene fuori da un pensiero irrazionale e iperbolico di un cinismo che potrebbe andar bene (ma in realtà anche no) al bar tra amici ma che è assolutamente fuori luogo all'interno di una Mostra d'Arte. Il gesto non è da pensare come attacco maschilista o misogino, le scelte delle parole sono importanti è vero - soprattutto all'intero del clima attuale - e la parola incriminante poteva essere quella come un'altra. Chiudo chiedendo nuovamente scusa a tutti quanti e pregando di evitare un linciaggio pubblico o una crocifissione per quella che è una cazzata non in cattiva fede, cercate di condividere questo post per diffondere le mie scuse il più possibile. Se la Biennale vorrà ritirarmi l'accredito con relative sanzioni, sono a sua disposizione. Pace e abbracci e che il cinema sia con voi".

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Questa invece la reazione della regista: "È importante reagire con la conoscenza e l'amore all'ignoranza. Come dice anche il mio film le altre opzoni non danno sollievo nè miglioramento, io sono orgogliosa del mio film e delle persone che ci hanno lavorato. È importante ricordare valori quanto l'amore e compassione che oggigiorno non vengono considerate".

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