Interviste
 
In questo quinto film John McLaine fa coppia con il figlio Jack (Jay Courtney) ed è un padre piuttosto protettivo. Lei?

Sono iperprotettivo. Esistono genitori che non lo sono?
Se avesse un figlio maschio, come nel film, sarebbe diverso?

Credo che non cambierebbe il mio modo di essere padre. Certo forse lui, a un certo punto, crescendo, mi direbbe: “Papà, ora basta, non ho più bisogno del tuo aiuto”. Con una ragazza è diverso, al massimo ti dice: “Eddai, papà!”.Le grandi, e la piccola?

Con la piccola sono tornato a fare le cose più stupide possibili. Adoro farla ridere, adoro fare ridere le mie figlie.

Si parla tanto in questi giorni della violenza nei film.

La gente sa esattamente la differenza fra un film e la vita reale. Nessuno è mai entrato in un cinema pensando che qualcuno uccidesse davvero gli attori. Alla fine della giornata ci laviamo via il sangue finto e torniamo il giorno dopo a farci uccidere di nuovo. Non sono i film che fanno i crimini, sono i pazzi che li fanno.

Cosa pensa della legislazione per il controllo del possesso di armi negli Stati Uniti?

Credo che più che controllare le armi dovremmo, controllare i pazzi che sono in giro. Io dico che modificare quella parte della costituzione americana, come ogni altra sua parte, possa essere dannoso. Se si smonta un pezzo, allora perché mantenere il resto? Il rischio è di smontare l’intera carta dei diritti.

Dopo Die Hard tornerà al cinema con G.I. Joe 2 e Red 2.

Sì, è un momento intenso. Red è uno di quei film la cui idea circolava da anni a Hollywood e quando alla fine si è fatta è stato un successo, G.I. Joe mi piace perché interpreto un soldato, mi piacciono i soldati. Ho fatto anche domanda, una volta, per diventare uno di loro, ma era troppo tardi, mi hanno detto che ormai ero vecchio…eppure io non mi sento vecchio”.
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