Interviste
 
L’incontro con Vin Diesel per parlare del film avviene in due occasioni molto diverse fra loro. La prima è datata 10 ottobre 2013, un mese e mezzo prima dell’incidente. È una visita sul set, ad Atlanta dove in un capannone è stato allestito lo scenario di un cementificio di Abu Dhabi.  C’è anche Paul ed alcuni degli altri componenti della squadra di Fast & Furious: Michelle Rodriguez, Jason Statham, Djimon Hounsou e Kurt Russell al suo primo Fast & Furious. Il clima è allegro e chiassoso. Si capisce che si stanno divertendo. È in corso una sparatoria, Kurt Russell cade, abbattuto da numerosi colpi di pistola, si rialza e ricade, almeno una ventina di volte.
“Abbiamo voluto introdurre un personaggio più anziano – spiega Vin Diesel a proposito di Russell – Dominic Torretto, il mio personaggio, è un po’ il padre della banda ma lui stesso non ha una figura paterna a cui fare riferimento. Russell assumerà questo ruolo… sempre che riesca a sopravvivere ai colpi di pistola che gli abbiamo assestato oggi”.
Paul Walker, in piedi accanto a Vin, ride alla battuta dell’amico.



La seconda occasione d’incontro con Vin Diesel è ben più recente e molto meno spensierata.

Il film, sospeso dopo la tragedia e poi ripartito con una differente trama, è finalmente concluso e ora non si riesce a parlar d’altro che dell’amico che non c’è più e che, tuttavia, è molto presente.



Ci racconti il primo giorno di riprese dopo la tragedia?
È stata la giornata più faticosa della mia vita. Ho dovuto farmi violenza fisica per riuscire a essere sul set, anche solo per riuscire ad arrivare a lavoro. Davvero una giornata durissima e piena di contraddizioni.

Quali? Ce le racconti?
Dovevo girare una scena con Jason Statham. Avrei dovuto essere molto arrabbiato eppure non riuscivo ad essere arrabbiato. La tristezza e la rabbia non sono sentimenti che vanno bene insieme, così cercavo di essere arrabbiato e mentre giravamo lo ero, riuscivo ad esserlo. Era il prima e il dopo che non aveva senso per me. Appena mi sedevo in auto, in attesa del ciak e appena il regista diceva cut, mi succedeva una cosa strana. Le mie guance si bagnavano, il mio naso colava. Cercavo di tenere dentro di me la rabbia ma il mio fisico esprimeva tristezza. Non riuscivo a trattenere quelle dannate lacrime, eppure un attore dovrebbe essere padrone delle proprie emozioni. Ero imbarazzato, ho usato almeno tre pacchetti di fazzolettini, quel dannato giorno. Ecco come è stato, quel primo giorno di riprese.

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