domenica, 5 Giugno 2016

11-23-63, la macchina del tempo affascina la tv da sempre

di Corrado Gigliotti
La miniserie è basata sull’omonimo romanzo di Stephen King
(KIKA) - Mettiamo subito le mani avanti: “ E’ meglio il libro”. Così ci siamo tolti il pensiero. E che libro!! La miniserie è basata sull’omonimo romanzo di Stephen King che ha tenuto incollato alle pagine milioni di lettori in tutto il mondo , impresa rischiosissima , quindi, tentare un adattamento televisivo rischiando il linciaggio dei lettori appassionati del genere.

L’attentato a JFK del 11-23-1963 colpì in maniera indelebile il giovane Sthepen King . Quel presidente così giovane e affascinante e carismatico incarnava perfettamente il bisogno di cambiamento e la voglia di entusiasmo. Il suo omicidio troncò seccamente l’afflato di speranza di tutto il paese.

King ci rimuginò sopra per 40 anni, raccogliendo materiale e acquisendo la maturità necessaria che lo portò poi nel 2011 a pubblicare un romanzo di enorme successo.

A questo successo pensava JJ Abrams quando ne acquisì il diritti per la trasposizione televisiva e in effetti , i temi sulla carta fanno gola: abbiamo il viaggio nel tempo attraverso una porta temporale (la tana del bianconiglio), abbiamo la possibilità di cambiare la storia e la sorte del mondo intero, abbiamo il tuffo nostalgico in un decennio fatto di auto da sogno e colori pastello e abbiamo un protagonista ( James Franco   ) nelle cui mani sta la sorte di milioni di persone.

 

Evitare l’omicidio di Kennedy… il viaggio nel tempo… il portale... non vi si accende una lampadina?

Forse ai più attenti e soprattutto ai più anziani appassionati di serie non sarà sfuggita l’analogia con una bellissima serie fine anni ’80: Qantum Leap, serie in 5 stagioni dal 1989 al 1993, nella quale il dottor Sam Beckett saltava nel tempo , attraverso una porta, cercando di cambiare in meglio piccoli o grandi avvenimenti del passato. In una delle puntate Sam veniva inviato nella vita di Lee Harvey Oswald, l’assassino di Kennedy, per cambiare l’esito del destino.

Ma , tornando a noi, la domanda latente in 11-23- 63 è : può l’uomo cambiare il proprio destino ?

C’è qualcosa che possiamo fare oppure è gia tutto scritto e i nostri sforzi sono inutili?

La risposta, forse , la troviamo nel rapporto che ha il protagonista, Jake Eppig, con l’evolversi della vicenda.

Il passato non vuole essere cambiato, e questa ineluttabilità si manifesta con incidenti, imprevisti, contrattempi messi in campo da chissà quale forza superiore e che costringono Jake a tornare indietro e a ricominciare l’impresa ogni volta.

James Franco, nei panni di Jake, è davvero un scelta azzeccata perchè ben si cala con quel faccino pulito alle tinte color pastello anni 60 ma è anche capace di momenti leggeri in cui il paradosso alla Ritorno al Futuro fa sorridere , e allo stesso tempo di incarnare al meglio suspance e introspezione personale.

Meglio il libro, dicevamo quindi, è vero, ma a ben vedere 11-23-63 non ha affatto la presunzione di emularne la riuscita, bensì è un evidente tentativo di omaggio al grande King...e poi è benedetto da JJ Abrahms, quindi dev’essere un buon prodotto per legge!



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