martedì, 11 Dicembre 2018

Il Corriere-The Mule, Andy Garcia: "Clint mi ha lasciato fare"

Arriva nei cinema americani e a San Valentino in Italia il nuovo film diretto e interpretato da Clint Eastwood, ispirato a una storia vera... di droga!
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(KIKA) - LOS ANGELES - Il Corriere – The Mule è il nuovo film diretto e interpretato da Clint Eastwood, in uscita il 14 febbraio in Italia. Il lungometraggio è ispirato alla storia vera del Tata, un corriere della droga ultraottantenne che per anni ha trasportato centinaia di chilogrammi di cocaina per conto del cartello di Sinaloa.

Al fianco di Eastwood, leggenda vivente del cinema, ci sono attori del calibro di Bradley Cooper e Andy Garcia. Quest’ultimo veste i panni di un signore della droga messicano, che ricorda molto il ruolo che l’attore interpretava nel Il Padrino III: “Ero già amico di Clint, ma non avevamo mai lavorato insieme. Devo dire che è stato semplice, lui non è un uomo che dà molti consigli, sapeva che ero pronto e mi ha chiamato, come artista ti lascia fare e in scena reagisce alle tue battute. Mi guardava recitare e mi diceva: va bene, va bene”.

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The Mule è anche la storia di un padre che entra nel giro sbagliato, nel tentativo di proteggere la propria famiglia. Alison Eastwood e Taissa Farmiga interpretano rispettivamente la figlia e la nipote di Earl, il protagonista.

Credo che a volte, se fai una scelta per proteggere le persone che ami - spiega la Farmiga -  non sei una persona cattiva. Forse un agente della DEA non sarebbe d’accordo, ma secondo me, quando si tratta di amore per i propri cari, il confine fra bene e male è offuscato”.

La storia di un narcotrafficante, ma anche di una famiglia. Come è stato crescere avendo come padre una star del cinema? “Io non conosco altri modi di vivere -  spiega Alison, figlia di Clint – Per me era normale. Certo, da bambina ero spesso irritata, i miei genitori erano divorziati e io non vedevo molto mio padre. Quando andavamo da qualche parte, tutte le persone che incontravamo volevano un autografo, una foto o qualcosa da lui. Io e mio fratello ci chiedevamo perché non fosse possibile per noi passare un normale pomeriggio insieme a nostro papà. Ma poi ci siamo abituati e trovavamo comunque il tempo per pranzare insieme o fare quattro risate con lui”.

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