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Cast stellare per il divertente film diretto dal regista di In Bruges

Martin McDonagh è il nuovo Quantin Tarantino? A Hollywood sono in molti a farsi questa domanda. Il nome del regista irlandese non dirà un granchè alla maggioranza del pubblico, ma chi ha visto il suo primo successo, In Bruges, avrà apprezzato il talento dietro la macchina da presa di uno dei più apprezzati sceneggiatori teatrali inglesi, che da quattro anni a questa parte ha deciso di provarci a Hollywood.

E chi ha riso per “In Bruges” tornerà probabilmente a farlo per Sette psicopatici, commedia dark dal cast stellare. Colin Farrell, che torna a lavorare con Mc Donagh dopo In Bruges, Sam Rockwell, Woody Harrelson, Christopher Walken, Michael Pitt, Olga Kurylenko, Abbie Cornish e Tom Waits.

Il mix di risate e sangue, sparatorie e battute presente in questo come nel primo film di McDonagh hanno fatto sollevare il paragone con Tarantino anche se per Farrell le differenze sono nette: “I film di Martin hanno una loro dolcezza intrinseca”.

Il protagonista di Seven Psycopaths è Marty, uno sceneggiatore alla disperata ricerca di un’idea. Ha venduto un copione a Hollywood ma di fatto ha solo un titolo: Sette Psicopatici. Billy (Sam Rockwell) è il suo migliore amico. E' un aspirante attore che insieme ad Hans (Christopher Walken), sbarca il lunario rapendo cani al parco, per restituirli e ricevere laute ricompense. Billy però rapisce il cane sbagliato: un piccolo Shitzu del boss della mala Charlie Costello, interpretato da Woody Harrelson. E' così che Marty avrà modo di incontrare il primo psicopatico.


Il film promette le risate e il sangue viste in In Bruges, ma il regista assicura: “Ci sarà più dialogo nel bel mezzo di una sparatoria di quanto è presumibile sperare in un film che racconta di psicolatici con la pistola”.

Martin McDonagh è solo alla seconda esperienza dietro la macchina da presa, dopo In Bruge, ma è molto comosciuto nell'ambiente del teatro anglo- irlandese. “E' una delle persone più dolci e gentili che conosca – dice Colin Farrell – non riesco dunque a spiegarmi questa sua mania di mettere tutto questo torrente di violenza nelle sue commedie. Gliel'ho chiesto il perché, lui mi ha detto che inventa, ma certe scene sono così descrittive e sanguinarie che ogni tanto mi preoccupo... E se l'unico vero psicopatico fosse lui? Scherzo naturalmente, amo il suo humor e alla fine i suoi film sono molto diversi da quello che appaiono. Sette psicopatici è un film molto dolce. E' un film sull'amore, sull'amicizia, e sul mettere da parte i fantasmi del passato e andare avanti. E' un film sulla pace. La violenza è un trucco per parlare d'altro”.
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